“Se ne deduce che egli (Pasolini)
pensa ad una società in cui pochi schiavi eterosessuali, a cui è proibito
l'aborto, dovranno continuare a partorire degli eletti di classe superiore a
cui sia invece consentita la libera e aristocratica pratica dell'omosessualità”
Umberto Eco, 1975
“Nella nostra società non è del
tutto vero che gli omosessuali siano discriminati e perseguitati. [..] vengono
discriminati gli omosessuali poveri. Gli omosessuali ricchi hanno diritto alle
loro "pratiche preferite". [...] non sarebbe il caso di smettere di
dire "noi omosessuali", per cominciare a dire "noi omosessuali
proletari" e, all'occorrenza, "noi proletari"?”
Umberto Eco, 1975
Qui Eco, malgrado (credo) lui
stesso, ha espresso una vera profezia sul futuro che ci aspetta. All’epoca
tutto questo aveva il sapore di una battuta. Nel 1975 Eco poteva ancora permettersi
queste uscite sul Corriere.
Dopo, morto Pasolini, è stato
preso dai sensi di colpa, presumibilmente.
In seguito, il dissolversi del
comunismo e dei partiti, aprirono una nuova era. I susseguenti vent’anni di berlusconismo avrebbero
talmente tanto assorbito ogni aspetto della realtà, che non ci sarebbe stato
più posto per altro. Individuato un nemico che vada bene a tutti, l’intellettuale
si rilassa.
Una cosa però, è certa: quella libertà che avevano allora i cosiddetti intellettuali (tutti quelli che se la volevano prendere), di dire qualunque cosa pensassero veramente, giusta o sbagliata che fosse, non esiste più.
Il Soviet Europeo non ha nemmeno bisogno di censure: ci pensano gli addetti stessi ad autocensurarsi, con una auto programmazione cerebrale senza precedenti.
Il motivo è, di base, uno solo: la pagnotta.
Questa pagnotta ha veramente un grande valore, mi sa.
Un giorno, tra tanti anni, se chi ci sarà (tolto il tempo impiegato per sopravvivere) ne avrà voglia, studieranno questo curioso fenomeno.
Chiameranno quest'epoca, l'Era dell'Autocensura.
