Cronache Babilonesi

Cronache Babilonesi
Escursione nella Filosofia - Edward Hopper (1959)
Visualizzazione post con etichetta Storie di tutti i giorni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storie di tutti i giorni. Mostra tutti i post

venerdì 19 ottobre 2012

Piccoli deliri di onnipotenza


Albert Caraco (1919 - 1971). O della lucidità estrema

Io mi barcameno da sempre tra la paura di morire e il desiderio che ci sia qualcosa oltre questa pena. Non credo in nulla e tuttavia non credo di non credere.
Non posso essere coerente, perché non posso decidermi per una visione o l’altra. Ho il vizio e la tentazione di lasciare sempre tutte le porte aperte. Il risultato è che vengo risucchiato da una corrente all'altra.
Mi spiego: da un lato credo (sempre questo fastidioso verbo in mezzo ai coglioni) che Caraco, con la sua esasperata lucidità, faccia una pippa a Cioran e arrivi al punto. Niente illusioni. Da un altro lato io, nella mia vita, ho pur tuttavia sperimentato la cosiddetta felicità. Proprio così, nella mia meschina vita ho potuto assaporare grandi gioie, pur se insieme a dolori atroci. Quindi, so che la felicità esiste.
E questa cosa pende sul piatto della bilancia.
Al di là dell’esattezza filosofica delle sue conclusioni, Caraco, era un uomo assolutamente coerente. Si definiva duro, incapace di piangere. Aveva deciso (a torto o a ragione è inutile discuterne) cosa fosse vero per lui e aveva agito di conseguenza. Questa è virtù, una caratteristica che lo rende membro di una piccola ma potente schiera di uomini tra cui ci mettiamo Montaigne: uomini coerenti con se stessi. Montaigne amava la vita, Caraco no. Entrambi hanno saputo vivere secondo le proprie scelte e hanno saputo morire.
Entrambi avevano coraggio, sia pure applicato in modo diverso.
Il coraggio è sempre la chiave di tutto.
Albert Caraco, uomo di elegante nonchalance, solitario, nomade, aveva deciso di continuare a vivere per “gentilezza verso i suoi genitori”. Dopo la morte della madre, accudì il padre per vari anni, facendogli compagnia e sostenendolo nel dolore per la perdita della moglie.
Il giorno dopo la morte del padre, prese dei sonniferi e per essere proprio sicuro di morire, si tagliò la gola con un rasoio.
Cioran, al confronto, dopo una vita di geremiadi contro l'esistenza e perorazioni a favore del suicidio, è rimasto a farsi cambiare il pannolone, demente per l'Alzheimer.
Coerenza e coraggio di Caraco, mestizia di Cioran.
Non bisogna arrivare agli estremi, o meglio, non è necessario arrivarci, a meno che non si abbia la stessa concezione esistenziale di Caraco.
Io credo, dal canto mio, che la vita sia un mistero pieno di dolore e gioia. Può darsi che sia una che l’altra siano illusioni.
Credo anche che bisogna volere bene, come dice alla fine del libro il protagonista di La vita davanti a sé, di Romain Gary.
Credo anche di cadere troppo facilmente nelle stronzate letterarie. Credo proprio che dovrei finirla qui con le idiozie: comportarmi da adulto, cioè da morto. 
Ma non credo di poterlo fare. 
Sono sempre stato un po' troppo pazzo, senza volerlo. E questa pazzia mi serve, per non morire.
Alla fine bisogna trovare anche la propria dimensione di follia. Vengo attratto da forme vitali che mi affascinano. 
Le vite portate all'estremo della coerenza trovo che siano eleganti, come equazioni matematiche. Folli e dolorose. Uomini pazzi e forti. Non ce ne sono più. 
Oggi nessuno è forte. Nessuno è niente. Forse nessuno lo è mai stato. Almeno, io non lo sono. Inganni e auto inganni. Solo la coerenza fino al fanatismo, nella sua follia, può dare un senso alla vita. Ma il prezzo da pagare è troppo alto. 
Finché si è attaccati alla vita è meglio rimettersi le maschere della finzione sociale. Sotto le maschere la vita palpita, che è  tutto quello che conta. Vivere, vivere, è tutto. 
Mistero, buio, luce. Miseria. Grandezza. 
Ogni cosa è contenuta, in sordina, in queste sterili giornate che viviamo, giorno dopo giorno, lontani da ogni idea di rivoluzione, nel mondo sempre uguale del Capitale.
L'istinto della pazzia, però, rimane.
Dovrei uscire e schiantarmi con la macchina, per vedere se c’è la luce di là.
Dovrei ricominciare a drogarmi. Ricominciare adesso, a 50 anni. Dovrei fare delle orge. Tutte cose già fatte, ma che solo adesso potrei apprezzare pienamente. Allora c'era la smania di accumulare esperienze, anche stupide e improduttive, ora c'è il desiderio di vivere la realtà in un delirio sensuale definitivo. Alla scemenza giovanile è subentrata la decadenza. In fondo è tutto così banale. 
Dovrei fare qualcosa, non so cosa, ma sarà qualcosa di enorme, diceva Re Lear. 
Shakespeare la sapeva lunga sugli uomini. 
Piccoli deliri di onnipotenza. Ogni tanto mi capita. Subentra il pudore, che rimette a posto tutto.
Alla fine solo i pazzi vivono. Per questo dobbiamo custodire la nostra pazzia come un tesoro prezioso. Al giorno d'oggi la pazzia è sprecata. Tutti fanno i pazzi. Pazzo è bello, dicono. Gli spot pubblicitari sono pieni di gente pazza, che crede di essere divertente. 
La gente mediocre finge di essere pazza e invece è solo fastidiosa. Si ubriacano alle feste e si comportano come teste di cazzo. Fanno i goderecci ma dietro le loro facce traspare solo l'idiozia. Tutti osannano i pazzi, ma la pazzia vera è un’altra cosa. La pazzia è osare andare fino in fondo ai propri deliri di onnipotenza e farsi sputare addosso. Farsi crocifiggere e fondare una religione. Abbracciare i passanti. Aspettare l'alba in cima al Krakatoa.
Restare vivi è la vera pazzia. 
Pazzia vuol dire essere posseduti dal dio Pan. 
Pan, da cui deriva panico.
Io soffro di attacchi di panico, so cosa vuol dire essere posseduti da quel dio. 
L'altra faccia della pazzia è il terrore. L'altra faccia dell'ebbrezza è l'incubo. 
Pazzia è pagare il prezzo della propria esistenza. Fottere la merce. Essere un servo che tratta con noncuranza un re. Fare l'equilibrista sopra le frasi fatte. Amare un volto di donna e seguirlo nella folla. Sparare addosso alla televisione accesa.
Andare dovunque, quando non c'è nessun posto dove andare. Nel mezzo del dolore, notare la forma di una grondaia in mezzo alla luce del giorno e sentirsi tranquilli.
Seguitare giorno dopo giorno e dirsi, va bene così, lo rifarei. Anche se non ne posso più. Fino all'ultimo respiro. 

giovedì 12 aprile 2012

Lo sguardo


Voglio essere guardato.
Mamma guardami.
Papà, guardami.
Dio, guardami.
Guardatemi, perdio.
No?
Perché ci tengo tanto, dite?
È ridicolo, dite?
Ma io da solo non mi sento esistere.
Io da solo non so darmi importanza.
Io da solo, sono così solo.
Se non mi dite niente dovrò inventarmi tutto io.
E se invento tutto io, non saprò mai la realtà della mia vita.
Dite che è meglio così? Dite che forse non mi piacerebbe sapere?
Mettetemi alla prova!
Come? Non c’è niente?
Non c’è niente che potete dirmi?
Dite che non sapete nulla di me?
Non  sapete nulla neanche di voi stessi?
Ma che cazzo ci state a fare allora?
Mi avete messo voi in questa stupida situazione!
Come? Solo con l’azione ci si conosce?
Ma che bella frasetta!
Risolvete tutto con stronze frasette da cioccolatino.
Va bene, allora ammettiamo pure che solo con l’azione mi conosco. Se dunque ammazzo qualcuno mi conosco come un assassino?
Sì, certo, ma non sarei solo questo: ci sono in me altre cose che un assassinio non possono cancellare.
Se amassi qualcuno? Sarei un amante, ma in me non c’è solo questo. In me c’è anche tanto odio, che è tutto l’amore mio che non viene voluto.
Come dite? Azione grande cancella azione piccola?
Se fai una sola azione grande, questa cancella tutte le altre?
Allora farò solo azioni piccole.
Dunque sarò piccolo. Un piccolo uomo! E che mi importa?
Essere adulti, perdio. Bisogna essere adulti. Essere adulti è ridimensionarsi. E va bene, mi ridimensiono!
Come?
Le mie potenzialità, dite?
Trascurerei le mie potenzialità?
Ma se non le conosco! Posso solo agire! Agire! Agire! Come un idiota!
Un idiota! Ecco! Questo sono… un idiota ridimensionato!
Se ottenessi un intero impero, che cosa otterrei?
Otterrei di sentirmi forte, ecco che otterrei. Starei bene.
Dunque lo scopo è sentirsi forti?
Ma io non mi ci sento. Io mi sento stupido.
Dunque lo scopo è sentirsi bene?
Ma io mi sento male. Una sottile angoscia mi pervade.
Io ho solo bisogno di essere guardato.

Mamma, guardami.
Papà, guardami.
Dio, guardami.
Ecco, ho ottenuto un impero. Milioni di persone mi adorano, mi ubbidiscono!
Siete contenti? Eh?
Non ve ne importa?
Allora andate affanculo!
Devo essere più educato, dite?
Allora… se fossi più educato, mi guardereste?
Ecco, sono educato! Gradite qualcosa da bere?
Cazzo, ma guardatemi!
Perché è così difficile guardarmi?
Non avete tempo da perdere, dite?
Come me ce ne sono milioni?
Ma io… ma io… io sto morendo, ecco! Guardatemi, sto morendo!
Come? Milioni di persone stanno morendo veramente in questo stesso momento?
E io come oso chiedere uno sguardo che non ha neppure chi meriterebbe di riceverlo? Sono solo uno tra i milioni e non conto un cazzo?
Beh, beh, beh, … ma io, io, ho un impero, perdio!
Come? Il fatto di avere un impero provoca in voi solo disprezzo?
Come dite? A che serve possedere il mondo se si perde la propria anima?
Ma così non vale! Io mi sono fatto un culo così per avere quel fottuto impero, sapete? E tutto quello che sapete dirmi, voi gufi della malora, è A che serve possedere il mondo se si perde la propria anima? Gneh gneh gneh gneh! Sempre queste furbizie dialettiche! Invece di guardarmi! Con amore! Con piacere! Guarda che bel bambino! Guarda com’è bravo!
Pensa, tutto solo è riuscito a costruirsi un impero! Da voi si ottiene sempre e solo indifferenza! Le potenzialità! Trascuri le potenzialità, trallallero trallallà!
Azione grande azione piccola! Vi prendete gioco di me! La mia vita, la mia nobile vita piena di potenzialità, completamente ignorata!
Sapete che vi dico? Non mi guardate? E chi se ne frega! Io me ne frego di voi!
Anzi, io vi distruggerò!
Non posso, dite? E che ne sapete, voi, di quello che posso fare io? Non mi avete mai degnato di uno sguardo! Ho un’arma segreta, io! Mentre voi cazzeggiavate  là in quel posto noioso dove state di solito, i miei scienziati hanno approntato un’arma assoluta!
Vi distruggo, pidocchi! Maledetti! Mi chiedete di agire? Dopo che fatto tutte le azioni del mondo mi conosco meno di prima. Mi chiedete di essere educato, di essere buono, di tirare fuori le potenzialità, ma voi non mi avete mai degnato lo stesso di uno sguardo. Avrebbe fatto la differenza, per me, sapete? Ma ormai è troppo tardi. Sapete come la perde l’anima, un uomo? La perde se nessuno lo guarda. Ma questi sono discorsi tediosi e penosi, proprio come siete penosi e tediosi voi. Ora vi distruggo!
Non posso farlo? E perché? Perché?
Perché non esistete? Perché qui dentro ci sono solo io? Perché la bomba distrugge solo persone come me, in carne e ossa? Persone che non contano un cazzo per nessuno?
E l’amore? Dov’è la favoletta dell’amore? Perché adesso non vi mettete a raccontarmi la bella tavoletta dell’amore, prima che la bomba vi trasformi in ridicoli e ronzanti elettroni? Forza! Raccontatemi la bella favoletta! Sono tutt’orecchi! Amor ch’a nullo amato amar perdona… com’è? Come la stronzata? … Che come vedi ancor non m’abbandona.
Non m’abbandona! … Soli eravamo e senza alcun sospetto…
E nessuno, nessuno, nessuno intorno… cosa vi sarebbe costato?
Cosa vi sarebbe costato guardarmi?
Mamma! Papà! Dio!
Per l’ultima volta! Guardatemi!
Guardatemi!
Guardate come sono solo. Senza alcun sospetto.
Solo e vigliacco.
Solo e pieno di paura.
Solo e pieno solo di me stesso che non so cosa sia perché nessuno me lo ha mai detto…
Amor ch’a nullo amato amar perdona…
Guardami mamma…
Guardami papà…
Dio! Dio… almeno tu… guarda quest’uomo… come si dice… ecce homo!
Amor che move il sole e l’altre stelle…
Inchiodatemi, piuttosto!
Fatemi morire e risorgere dopo tre giorni!
Voglio vedere poi se qualcuno fa ancora finta di niente!
Che stupido… che importanza ha… essere guardato, essere guardato… è  una malattia… sono io, io che devo… guardare… non essere guardato, ma guardare… no, no, no!
Non ci riesco! Non posso fare tutto da solo. Come può, chi non è mai stato guardato, guardare? E chi dovrei guardare? Altri esseri soli e disperati come me? Che si abbracciano come ciechi, come me? Che si scopano, che si uccidono, che si amano, senza guardarsi mai?
Amore è un raggio segreto dello sguardo…
È perduto, è perduto, è perduto il raggio…
Il mio impero… il mio impero per uno sguardo!
Niente? Niente.
Ma se fossi io, io… a guardare? Forza, forza! Sforzati! Ecco, dunque, guardo…
Non vedo nulla, cristo! Nulla! No, aspetta! Qualcosa laggiù nel buio… si muove…
Segretaria, per favore, prenda nota…
Se sono io a guardare, allora io farò le veci di mamma, di papà, di Dio! Dio è uno sguardo, dopotutto, no? Il triangolo con l’occhio. Che fa, Dio? Vede! Allora io guarderò!
E il mio sguardo sarà pieno di compassione e benevolenza per chi lo merita e disprezzo per chi non lo merita… sì! Sì!
Segretaria, prenda nota. Manderemo il diluvio su queste pianure. Pidocchi!

Solo. Al buio.
Tira la cordicella. Tira la cordicella della bomba.
Clic.
Finito.

(2010)

giovedì 24 novembre 2011

C'è vita intelligente sulla Terra?


Non si può essere troppo razionali, né troppo sentimentali, né troppo avanguardisti, né troppo conservatori, né troppo malinconici, né troppo ironici, né troppo utopisti, né troppo antiutopisti, né troppo ideologici, né troppo antiedologici, né troppo volgari, né troppo bacchettoni, né troppo di sinistra, né troppo di destra, né troppo gay, né troppo macho, né troppo industrialculturali, né troppo anarchici, né troppo Debord, né troppo Emilio Fede, né troppo ironici, né troppo seri, né troppo noir, né troppo fantasy, né troppo di genere, né troppo poco di genere, né troppo critici, né troppo accondiscendenti, né troppo Saviano, né troppo Wu Ming, né troppo pubblicizzati, né troppo poco pubblicizzati, né troppo ultrapsichici, né troppo galattici, né troppo dialettali, né troppo dialettici, né troppo hegeliani, né troppo marxisti, né troppo liberali, né troppo Mondadori, né troppo Einaudi, né troppo vivi, né troppo morti.
E' sufficiente essere idioti.

lunedì 26 settembre 2011

Feroce eterno


Sapevo tutto, ora non so niente, niente c’era da sapere, quaggiù, tutto così, quaggiù, niente devo, niente voglio, niente io, impara la lezione, imparala da solo, sei al buio, il buio ambivalente della mente che è tutto e niente e tu galleggi al centro esatto della sincerità, sincerità, senza sincerità non c’è liberazione, sei al buio, solo al buio, buio che nasconde, buio che rivela, piccola mente, piccolo cuore, non arrendersi, non combattere, non muoversi, invece arrendersi, combattere, muoversi, la negazione sembra creare strane eternità, movimento immobile, paura audace, non ti muovere, muoviti, ora è adesso, ieri è adesso, oggi è adesso, ci fosse una direzione da prendere, non una, mille direzioni da prendere, ma neanche questo è vero, non ci sono mille direzioni, non c’è questo e quello, niente è questo, niente è quello, si appannano le cose, tutte le cose, e non c’è io, non c’è tu, solo maschere applicate in faccia a una speranza che non c’è, siamo come cani, ecco come siamo, cani al buio soli, accucciati al buio, soli, niente speranza, speranza mai, speranza a nessuno, non esiste più speranza, nessuno vuole speranza, quaggiù, lo scoglio è troppo alto da passare, troppo appuntito per sedersi, troppo incredibile per credersi, lo scoglio è la favola che raccontano ai bambini, da bambini siamo ovunque, crescendo siamo in un posto solo, quasi sempre quello sbagliato, lo scoglio è troppo alto, troppo appuntito, ci si muore su questo scoglio, scoglio volatile, aria pesante di scoglio, aria di miliardi di respiri e non un solo respiro sincero, non un solo respiro al buio, niente buio, non si accetta il buio, aboliamo il buio,  che ci sia solo luce, la luce sia, la luce è, ma quanto buio fa questa luce, un buio luminoso e terribile, è terribile stare in questa luce, aboliamo dunque la luce, aboliamo anche il buio, aboliamo il pensiero logico, aboliamo la fantasia, aboliamo la realtà, ecco fatto, realtà e buio e luce aboliti, radicalmente, radicale radice eterna delle maschere del pensiero, una volta sapevo queste cose, era facile allora, ora è difficile, difficile sapere, difficile dopo che tutto è stato abolito, abolita l’abolizione, abolita la vita, la virtù, rimane il cosmo, foglie secche di cosmo nella mente e allora va abolita anche la mente e tocca correre, via, si corre nudi incontro all’impossibile, un ardente impossibile, una feroce eternità di violenta, gioiosa rapina, affondo, affondo, affondo i denti nella gola della verità, il sangue scorre, nella bocca, bocca piena di felicità, e mordo, mordo, mordo, mordo, mordo, nel centro esatto della sincerità, ficcato dentro la sincerità, crocifisso dentro la luce, angelo dalle ali strappate, che precipita urlante orgasmi candidi e incandescenti in fondo al cesso odorante dell’universo in milioni di gocce bianche, sperma d’angelo contenente il mondo.

sabato 24 settembre 2011

Elegia canaglia


Un tempo fui
collegato telefonicamente,
con il gran mare dell’essere
Ora il servizio è scadente
la linea intermittente
mi occupo soltanto di detriti -
non è così male, a pensarci
ma so che, da qualche parte,
a me invisibili,
cavalli selvaggi in fuga
corrono sopra verdi
pianure magnifiche 
neri e perfetti
Nulla li può fermare

mercoledì 7 settembre 2011

Incontri


Vuole unirsi a me per uno sherry?
Lei crede sia il caso?
È sempre il caso di uno sherry.
Ho un problema con Zoe.
Un cane inconsueto il suo, direi.
È un chunz.
Non credo di conoscerlo.
Nemmeno io, del resto, ma è quello che è.
Un chunz.
Esatto.
Forse anche Zoe gradisce uno sherry.
Oh, lui è astemio.
Lui?
Oh, sì, Zoe è un maschietto.
Avrei detto che Zoe è un nome femminile.
Normalmente lo sarebbe, ma il nome completo del mio chunz è Zoroastro. Zoe, per gli amici.
Mi piacerebbe diventare amico di Zoe.
Beh, sembra che lei gli piaccia.
Da cosa lo deduce?
Ha aumentato la sua produzione di sebo.
Capisco.
Fa sempre così quando gli piace qualcuno.
Non stento a crederlo.
Allora, per lo sherry, forse è meglio aspettare che Zoe digerisca.
Lei dice?
Sì, in genere i chunz possono diventare pericolosi durante il processo digestivo.
Pericolosi?
Sì. Producono enzimi.
Enzimi?
Sì, enzimi pericolosi.
Capisco.
Mi perdoni, ma non credo che lei possa veramente capire. Il fatto è che sono veramente enzimi pericolosi.
Ma cosa potrebbe produrre di così pericoloso un animaletto così grazioso? Grazioso, se posso permettermi, come la sua giovane padrona.
Oh, la ringrazio. Il fatto è che nessuno lo sa, che cosa produce un chunz durante la digestione.
Ah, non lo si sa.
No, purtroppo no. Si sa solo che sono enzimi pericolosi.
Enzimi pericolosi.
Già. Possono risucchiare le cose che gli si avvicinano troppo.
Oh.
Sarebbe increscioso, capisce.
Capisco.
Oh, mio Dio! Oh, mio Dio!
Cosa? Cosa?
Sta succedendo di nuovo.
Cosa? Cosa sta succedendo?
Zoe… Zoe, ti prego non adesso …
Mi scusi, signorina, ma non riesco a capire …
Lei mi deve aiutare, capisce? Mi deve aiutare!
Naturalmente, ma cosa dovrei fare?
Questo maledetto coso … questo chunz ... no, Zoe, scherzavo! Buono, dai, su, Zoe!
Ma che succede, in nome di Dio?
Lui vuole … vuole …
Cosa?
Insomma … lui … lui vuole …
Che cosa vuole, insomma?
Lui vuole accoppiarsi.
Prego?
Vuole accoppiarsi.
E come lo sa?
Il sebo. La sua produzione di sebo si sta facendo enorme.
Vedo, in effetti.
Mi dia una mano.
E come?
Si deve accoppiare con lui.
Non credo di aver capito.
Deve accoppiarsi con lui.
Mi sembra un prezzo un po’ esagerato da pagare per bere uno sherry insieme.
Ormai è troppo tardi. Quando il chunz sceglie il partner, deve accoppiarsi subito altrimenti …
Altrimenti?
Altrimenti gli enzimi pericolosi, fagocitano tutto quanto c’è nei dintorni.
Ancora gli enzimi pericolosi. Già. Beh, signorina, come dire, è stato un piacere intrattenersi qui con lei, ma credo proprio di dover andare.
Troppo tardi, sa. Zoe ha scelto il suo partner.
Ah, sì?
Sì, ed è lei.
Io?
Già, e se posso esprimermi con sincerità, per me è un sollievo. L’ultima volta ho dovuto accoppiarmi io con lui e non è stato come dire … lusinghiero per me.
Senta, ma questo cane, Zoe, cioè. Come diamine si chiama …
Il chunz.
Sì, ecco. Ma come pretende che io mi accoppi con un cane?
Ma non sono certo io che lo pretendo. È lui. Ed è pericoloso rifiutarsi …
Per via degli enzimi, certo.
Infatti.
Signorina, la saluto. Le consiglio di sbarazzarsi di questo coso, che a ben guardare, più che un cane sembra una lumaca…
E dunque niente sherry?
Signorina, niente potrebbe rendermi più lieto, ma forse dovremmo rimandare a quando magari Zoe se ne sta a casuccia sua. Ma le conviene poi, tenersi un affare del genere in casa?
Sono i chunz che ti scelgono, non tu che scegli i chunz. O non crederà mica che l’abbia comprato in un negozio?
In effetti mi chiedevo dove potrebbe aver trovato questo curioso esemplare.
È una condanna, sa.
Non stento a crederlo.
Lui mangia tutto quello che incontra sulla sua strada. Lo fagocita.
Capisco. Non c’è modo di impedirglielo?
C’è un modo solo.
E quale sarebbe?
Accoppiarsi con lui.
Beh, credo che questo non sia possibile.
E allora siamo spacciati.
Come?
Sì, se entro qualche minuto Zoe non si accoppia, lui ci divorerà entrambi.
Insomma, basta con queste stupidaggini.
Lei crede che siano stupidaggini? Io non voglio essere fagocitata. Non voglio, capisce?
Quindi o lei si accoppia con lui oppure …
Oppure?
Oppure la costringo.
Metta via quella pistola, è impazzita?
Impazzita? Mi piacerebbe che questa fosse solo una pazzia, ma è una crudele necessità.
Aiu …
Non gridi. Non faccia un gesto. Non è una sensazione gradevole avere una canna di pistola ficcata in bocca, vero? Beh, non è bello neanche essere fagocitati. Posso farla accoppiare con Zoe , anche da morto. Se lo fa da vivo, ne esce magari non pulito, ma i giorni della sua vita continueranno a scorrere. Accetta? Accetta?
Mmfhh …
Oh, mi scusi. Ecco.
Ma non capisco … perché invece di usare quella pistola contro di me, non la usa contro quell’affare bavoso? Così se ne libererebbe.
Ma crede che non ci abbia provato? Ci ho provato in tutti i modi. Pistole, coltelli, gas, schiacciamento sotto le ruote di un camion … il chunz è immortale.
Mi dica … Zoe, non è un cane, vero?
Non ho mai detto che lo fosse. Lo ha detto lei.
Questo è vero.
In ogni caso è fedele come un cane.
Ma perché io?
Perché lei è qui.
Avrebbe potuto essere una sera simpatica.
Avrebbe potuto, sì.
Farà male?
Cosa?
Beh … accoppiarsi con Zoe.
Non direi … no, non direi che fa male. È solo umiliante.
Ma dopo … dopo che succede?
Niente. Dopo lei va per la sua strada, portandosi dietro un brutto ricordo. Non sarebbe il primo del resto …
E perché?  Io ho solo bei ricordi. I brutti ricordi io … non li ricordo. Per scelta.
Allora non ricorderà neanche questo.
Ma perché si chiama Zoe?
È il diminutivo di Zoroastro, gliel’ho detto.
Ma perché Zoroastro?
Perché è manicheo. I manichei derivano da Zoroastro.
Zoroastro è … manicheo?
Sì. Per i manichei il mondo è diviso in due. Luce e tenebra. Anche per Zoe il mondo è diviso in due. Quelli da mangiare e quelli con cui accoppiarsi.
E … non confonde mai le due cose?
Mai.
E perché?
Non lo so.
Ma a lei non la mangia.
Io mi sono accoppiata con lui decine di volte.
Ma dove vuole arrivare questo animale?
Non credo che voglia arrivare a qualcosa. È così e basta. Lei dove voleva arrivare, con me?
Ma … ma … non lo so … insomma … niente di illecito, comunque.
Anche quello che fa Zoe, per lui, non è niente di illecito.
Ma non vorrà paragonare …
Io non paragono nulla.
Ma … insomma … io sono un maschio. Non è un maschio anche Zoe?
Oh, per lui è indifferente. E adesso, se permette, concludiamo la faccenda.
Non c’è possibilità …?
Non c’è.
Suppongo che bisogna dare inizio ai festini, allora.
Ammiro il suo atteggiamento positivo.
Ohhh. Ahhhha. Euu. Euu. Mmfh. Mmmffh. Mmmmmmmmmmmmmmffffhhh.
Zoe, fai schifo.
Mmmmfffhhh. Agghhrrsssshgghhhsshhshshmmmmffffggddd.
Zoe, la tua natura mi ripugna, sappilo.
Oooohhhrrrgghhhhhhmmmmffgfgfghhhoooohhhhiuiuiuiuoooooommmmmnnnff.
Zoe, mi hai rovinato l’esistenza.
Ggruunnhh. Ggrrrrrrrrrrrrrrrrrrrruuuunnhhmf. Grrruuuuuuuuuuuuuuuuuuuuooommnf.
Almeno tutto questo avesse un senso.
Gnu. Gnu. Gnu. Gnuuuuuu. Gnnuuoooorrrrrgghmgmgmgmmgmoooohhhhhhaaahhuuu.
Zoe. Idiota.
Eehf. Eefhh. Eeeehhhffffsshhhooohhh. Ohho.Oh.Oh.Oh.Oooooooooooohhhhhhhhhhhhh!
Spero che tu sia contento, adesso. Come si sente, signore?
Come? Cosa?
Ho chiesto come si sente.
Io … suppongo … ecco … suppongo di non saperlo dire. No, non è esatto. Suppongo di non volerlo dire.
Beh, lei ha detto che i cattivi ricordi sceglie di non ricordarli.
Ho detto così?
Sì.
Signorina.
Mi dica.
Io la odio. Odio lei e quel coso schifoso. Vorrei farlo a pezzi. Vorrei distruggerlo.
Ma non può. Il chunz è immortale.
Ma lei non lo è.
Ma io ho una pistola.
Dunque le cose stanno così.
Le cose stanno così.
Tutto è prevaricazione.
Tutto è prevaricazione.
Ma io sono innocente.
Lei era innocente. Nessuno è innocente. Dopo i sette anni di età.
Questa, me lo lasci dire, è una filosofia da strapazzo.
Lei è scosso. È normale.
Io non sono scosso. Io sono molto, molto arrabbiato.
E con chi?
Con chi? Con chi? Come con chi? Con lei e quell’orrendo animale. Bisogna farlo sparire, bisogna annientarlo.
Gliel’ho detto, il chunz è immortale.
Ma non può essere. Non può essere!
E invece …
Ci deve pure essere un modo per liberarsi di questa bestiaccia … e se assalisse … e se assalisse un bambino?
No. Zoe queste cose non le fa.
E come fa ad esserne sicura?
Lui predilige gli adulti.
Allora, se mangiasse un bambino?
Lui mangia e si accoppia solo con adulti.
Quanto è buono, questo chunz. Ha una sua etica.
Non è etica. È odore.
Come?
Sì, odore. Lui è attratto dall’odore della morte. Raramente i bambini hanno addosso quell’odore. È possibile, naturalmente, ma è un evento raro. Solo gli adulti hanno addosso odore di morte. Sa, l’incipiente putrefazione è prediletta dal chunz.
Insomma basta! Vada via! Vada via lei e quell’orrore.
Niente sherry, dunque? Sa, ormai da Zoe non ha nulla da temere. Una volta che ci si accoppia con lui, non si rischia più di venire mangiati … certo, è possibile, anzi è probabile, che voglia ancora, prima o poi, accoppiarsi con lei, ma ha già visto che è una cosa tutto sommato sopportabile …
Vada via! Vada via, le ho detto!
Non è per niente conciliante, lo sa?
Conciliante? Come potrei essere conciliante? Ha idea di quello che mi è appena successo?
Una vaga idea ce l’ho.
Come fa lei ad essere conciliante? Come fa a sopportare tutto questo?
Oh, sa, noi donne sopportiamo certe cose un po’ meglio di voi …
Come si può vivere con questa minaccia alla vita addosso?
Eppure si vive. E ci si può godere anche uno sherry in santa pace. Vede Zoe, come è buono adesso?
Ha ottenuto quello che voleva.
Beh, magari anche lei può ottenere quello che vuole.
Signorina, mi lasci in pace.
Non sia rinunciatario. Ultimamente mi sono sentita molto sola.
Lei è sola e pure male accompagnata.
Ma lei è anche spiritoso. Noi due dovemmo conoscerci meglio.
Ha intenzione di minacciarmi ancora con la pistola?
Ma per chi mi prende? Quella era un’emergenza.
Ma perché non mi lascia in pace?
Destino. Come altro chiamarlo? Siamo uniti da questo simpatico chunz.
Io sto sognando. Questo è un incubo e voglio svegliarmi. Lei non esiste. Non esiste al mondo una cosa che si chiama chunz.
Oh, ci sono molti più chunz in giro di quello che crede. Ci sono milioni di chunz, forse miliardi. Solo che non tutti li vedono. Lei ne ha visto uno.
Che fortuna.
Lei è un uomo spiritoso. E io sono una donna sola. E ho tanta, tanta voglia di uno sherry.
Me ne vado. Addio.
Ma dove va? Ingrato! Le ho salvato la vita! L’avrebbe mangiata, sa? Ci avrebbe mangiato tutti e due! No, a me no che non mi avresti mangiata, vero Zoe? Dopotutto ti ho reso felice tante e tante volte. Se ne va.  Ecco. Come corre, però. Uomini. Non ci sono più gli uomini di una volta. Pazienza. Che vuoi farci, Zoe. La nostra è una vita di solitudine. Solo noi possiamo capire le voragini insaziabili dell’esistenza.  Non tutti sono pronti. Pusillanime! Ecco cos’era. Pusillanimi tutti! Ma chi vedo? Niente male, quel tipo. Come si dice, vecchio mio, sotto a chi tocca! Vediamo se questo regge i tuoi assalti, Zoe.  La gente di questo secolo non vuole essere temprata. Non vuole guardare nel pozzo delle meraviglie. Non sa e non vuole sapere come è veramente la questione. Noi lo sappiamo invece, vero Zoe? Noi ci siamo stati nel buco nero … vuole unirsi a me per uno sherry? Ma che schifo, lo sherry! Una vodka, ecco quello che ci vuole! Sorridi, sorridi Zoe, ecco che si avvicina …
Buonasera … no, non sono di qua … vino?... ma , non saprei … dice che è il caso?