Papa Francesco sembra Peter Sellers travestito da Papa, oppure una
versione Forrest Gump per fedeli infantili, che vogliono sentirsi dire tante
belle cose.
Preferivo Ratzinger, teologo e crucco e anzi, il mio rammarico è
che non sia stato ancora più duro e intransigente, quando poteva. Se fuoi essere cattolico e cristiano defi incinocchiarti
su sassi acuzzi e piancere sancue, kazzo. Così avrebbe parlato, nelle mie
fantasie più sfrenate.
Ratzinger doveva propagandare la sofferenza, cazzo. Sofferenza
contro edonismo. Non è detto che avrebbe vinto l’edonismo, in fondo la
sofferenza piace a molta più gente di quanto si creda. È sufficiente mettere in
palio qualcosa di immenso e che non si può vedere. In fondo i capitalisti fanno
lo stesso: uno soffre una vita di privazioni per guadagnarsi il lusso di soddisfare
i propri bisogni. Ti danno in visione la villa a Singapore o il corpo di Gisele
Bundchen, tanto, non potrai mai averle veramente.
L’empireo consumista è il perfetto rovesciamento religioso del
cattolicesimo. Ha i suoi santi, i suoi martiri, le sue ancelle, i suoi dogmi.
Basta cambiare prospettiva, ingannare i consumatori. La promessa
del paradiso, su questa terra o all’altro mondo, è la stessa, tanto tu non ci
arriverai se non fai come ti diciamo noi. Il pubblico è abituato a obbedire.
