Io
sono nato e ho vissuto la mia infanzia nell’Era Spaziale. Qualcuno se la
ricorda? Quanto spreco di risorse, eppure, fu forse la prima e unica vera epoca
gloriosa dell’umanità, se mai ve ne fu una. Gloriosa nel senso che era
orientata a un puro spirito di conquista di avventura e se pure mescolata a
obiettivi militari e rivalità politiche, aveva una certa dose di purezza. Non implicò
invasioni, eccidi, genocidi, deportazioni. Era, in un certo senso, una sfida
dell’uomo come specie, ai suoi limiti fisici e psichici.
La
tecnologia sviluppata per i viaggi spaziali, ebbe ricadute positive anche sulla
tecnologia usata nella vita quotidiana.
Nonostante
i blocchi contrapposti USA – URSS, in un certo qual senso la razza umana, di
fronte ai viaggi spaziali, si ritrovava ad essere unita, un fronte comune di
esseri che condividevano un pianeta e la stessa matrice biologica. Guerre a
carrettate (Vietnam in testa) e ingiustizie sociali, ma in alto, nel cielo,
insieme a quei tre astronauti, andavamo tutti. Non erano astronauti americani,
erano esseri umani.
Anche
allora c’era gente che moriva di fame, ricordo la carestia nel Biafra. Io ero
un bambino magrolino e i miei parenti quando al mare facevano sfoggio delle
trippe nei loro costumi da bagno mi dicevano, Madonna mia, sei uno stecchino,
sembri uno del Biafra.
C’era
la fame in Biafra, ma c’erano anche le capsule Apollo e i razzi vettori
Saturno.
