Cronache Babilonesi

Cronache Babilonesi
Escursione nella Filosofia - Edward Hopper (1959)
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mercoledì 10 luglio 2013

Abbozzo di una antropologia politicamente scorretta



(Avvertenza: il contenuto di questo post può dare luogo ad alcuni fraintendimenti. Avviso subito che qui destra, sinistra, sessismo o razzismo non hanno luogo. Si tratta di semplici considerazioni che potranno trovare consensi o essere rifiutate in blocco: per l'autore non c'è problema)

Si arriverà, inevitabilmente, all’approvazione delle cosiddette nozze gay. I tempi sono maturi ed è totalmente inutile cercare di opporsi. Non che, personalmente, avrei qualcosa da opporre al matrimonio gay. Avrei qualcosa da opporre al matrimonio in generale, ma questo è un altro discorso.
Tutto sta cambiando. Il futuro sarà camaleontico, tutto sarà “normale”.
Ma non si creda che questo aumento della libertà di espressioni di “genere”, corrisponda a un aumento effettivo della libertà in generale. Si tratta, sostanzialmente, soltanto di “riconfigurare” l’aspetto esteriore del cittadino consumatore, ampliarne bisogni, ridisegnare il mercato su questi nuovi bisogni, compreso il mercato delle adozioni di bambini, nuove nevrosi, nuovi complessi, e poi naturalmente, alcuni censi saranno favoriti rispetto ad altri.
L’uomo “nuovo” che si andrà configurando sarà in parte il proseguimento di quello di adesso: apparentemente aperto mentalmente, più per noncuranza che per vero rispetto, consumatore e turista finché ce n’è. Superficialmente informato, tecnologicamente equipaggiato, privo delle inquietudini del pensiero critico, pieno delle inquietudini generate dal vuoto di non avere pensiero critico, gaudente e annoiato nello stesso tempo, ospedalizzato e medicalizzato, assicurato e beneamato: chi può permetterselo, naturalmente.
Ho motivo di credere che le nozze gay verranno all’inizio celebrate tra professionisti o comunque persone di ceto e livello di istruzione medio alto. Saranno una minoranza privilegiata. Con il tempo il fenomeno si estenderà, tutti a caccia della pensione di reversibilità, finché sarà possibile riceverla.
Tutto ruoterà intorno alla idolatria del “bambino” e alla idolatria del “rapporto”.
Forse si ridisegnerà l’uomo del futuro: questi bambini non diverranno né troppo maschi né troppo femmine, se non per le pulsioni biologiche di origine genetica: un giusto mix ormonale che non dà fastidio a nessuno. 
La “nuova” famiglia sarà un semplice “stare insieme” senza gerarchie, o con gerarchie basate su nuovi fattori, con pochi doveri semplici: potrebbe anche non essere un male.
Cosa definirà, nel futuro, l’identità dell’individuo? Forse solo il tipo di lavoro.
Quando anche il lavoro sarà sempre più latitante cosa resterà? Il livello di censo.
Nella più povera società del futuro, che valore avrà essere etero o omosessuali? Nessuno.
In un’epoca in cui diverrà fatalmente fondamentale limitare le nascite, l’omosessualità potrebbe anzi essere  favorita. Saranno possibili intere comunità, più adatte, forse, alla sopravvivenza e alla cura dei bambini.
L’orientamento sessuale non sarà più determinante  per identificare un individuo. Già adesso non lo è.
In definitiva, la demolizione della supremazia eterosessuale, nel mondo occidentale, non comporterà particolari svantaggi alla società nel complesso.
I cambiamenti climatici e il futuro incerto verso cui andiamo incontro potrebbero addirittura favorire i comportamenti omosessuali. Sta già succedendo.
Andiamo verso una trasformazione dei ceti medio alti: diverranno sempre più meticci e omosessuali, faranno da cuscinetto verso la degradante miseria dei ceti bassi, disoccupati, poveri, immigrati di varie etnie, senza alcuna speranza, afflitti da ben più gravi problemi che quelli del genere, ma ancora in grado di alimentare rancori e rabbie razziste o sessiste.
I ceti alti, i veri padroni di tutto, faranno esattamente quello che vorranno. In altre parole, stiamo andando verso una élite sessualmente onnivora e meticcia, che regnerà su una massa informe di disperati e li terrà a bada con le armi feroci e spietate della democrazia.
Non sto esprimendo critiche. Non esprimo giudizi morali. Non so se nel 2100 il 58% degli umani sarà omosessuale o no. Difficile, finché esisterà l’Islam. Non so e non mi importa se entro il 2100 i biondi diverranno una specie protetta (può anche darsi che non succeda e anzi, i biondi andranno talmente di moda che il gene diverrà da recessivo a dominante).
Non ho attaccamenti nei confronti di razze o generi finora supposti come dominanti. I bianchi, per quanto mi riguarda, possono anche sparire totalmente nel futuro prossimo. Sempre per quanto mi riguarda la società può diventare matriarcale in tutto e per tutto, non sposta nulla nel campo dell'indagine.
Tutto cambia. Perché aggrapparsi a queste cose?
Quello che mi interessa è capire come si sta riconfigurando il Potere. Il Potere non ha razza né sesso, li possiede entrambi. Il Potere decide quale razza o assenza di razza, sesso o assenza di sesso, sopravvivrà.
Quello che è iniziato come movimento di liberazione di minoranze o razze o generi, ingiustamente oppressi, è diventato Potere che si muove e riconfigura la razza umana.
È diventato Potere, nella misura in cui favorisce e alimenta il mantenimento del Potere stesso. Il Potere ha tutto l’interesse nell’avere dalla sua parte minoranze oppresse, sì, ma fino a un certo punto. Minoranze trasversali, cui manca la vera minaccia: la povertà. Minoranze che non vogliono in nessun modo rovesciare il Potere costituito, ma farne parte, entrando dalla porta principale della “normalità”.
È normale tutto ciò che diventa lecito. E, guarda caso, si tende a non fare diventare lecito tutto ciò che potrebbe agire contro il Potere: tipo un inasprirsi dei conflitti sociali.
L’uomo, meticcio o no, omosessuale o no, è e rimane un essere forgiato dalla Volontà di Potenza. La Volontà di Potenza si configura come Collaborazione o Oppressione, secondo i momenti e le situazioni storiche. Le maiuscole sono retoriche, ma sono utili per capire che ci troviamo di fronte a forze extraindividuali.
È per questo che il cosiddetto “terrorismo islamico” è stato visto come una minaccia.
Il massiccio afflusso di immigrati di religione islamica è un vero e proprio argine per l’élite occidentale che si sta creando.
Ne vedremo delle belle. L’unico modo per assorbire l’islamismo è renderlo consumista.
È un’impresa ardua in un mondo chiuso in una feroce crisi globale.
Finché l’élite mantiene il possesso dei modi di produzione, per i movimenti migratori islamici non c’è possibilità di espandersi più di tanto. Ma attenzione: dalla loro parte hanno il numero.
Ne vedremo veramente delle belle. O delle brutte.
La demografia, in un mondo come quello islamico, ferocemente omofobo, gioca a loro vantaggio.
Uomo nuovo occidentale e Islam, da una parte, Cina e India dall’altra, se la giocano nel XXI secolo. Chiunque vinca, una cosa è sicura: l’essere umano della fine di questo secolo sarà molto diverso da quello che abbiamo conosciuto fin qui.

Tornando a oggi: è verissimo che i diritti gay non tolgono nulla ai diritti dei “normali”.
È curioso però, lo slancio con il quale i partiti cosiddetti di sinistra difendono i diritti delle cosiddette minoranze e la perenne esitazione nel tutelare le fasce più povere. È dunque evidente che queste minoranze non coincidono, o coincidono in piccola parte, con i veri emarginati, di cui, fondamentalmente, i partiti democratici se ne fottono.
I veri emarginati hanno poco a che vedere con le minoranze che si suppongano emarginate. Se, per qualche motivo omosessualità e povertà coincidessero, l’omosessualità verrebbe combattuta ferocemente, altro che tutela dei diritti. Verrebbe definita una perversione nata dalla miseria. Questo è un ragionamento al limite, ma racchiude una verità. Ci si concentra su alcune cose, per lasciarne perdere volutamente altre.
Questo è quello che si potrebbe definire un ragionamento di “destra”. Invece è solo una presa di coscienza della fenomenale ipocrisia di certa sinistra progressista, che getta benzina sul fuoco alimentando polemiche con i cosiddetti conservatori.
Personalmente trovo ridicoli quelli che tuonano contro i gay, almeno quanto i partecipanti ai gay pride: figure quasi ottocentesche, grottesche maschere di carnevale, sia gli uni che gli altri.
Gli uni si affannano per avere il diritto di sentirsi "normali", "naturali", quando la logica insegna che "normalità" e "natura" sono due cose distinte, gli altri si affannano a trattenere un senso dell'identità e della normalità che sembrava immutabile e invece era solamente storico.

Intanto la miseria di chi è in miseria si approfondisce. 
E la società viene modellata sui desideri delle élite. 

lunedì 17 dicembre 2012

Argonauta




SE CI SI MESCOLA SI MUORE. 
SE NON CI SI MESCOLA SI MUORE.
DA SOLI SI MUORE. INSIEME SI MUORE.
DI GUERRA SI MUORE. DI PACE SI MUORE.
DI VERITA’ SI MUORE. DI MENZOGNA SI MUORE.
DI VITA SI MUORE.
I tuoi sogni siano lievi.
La tua lotta ti dia onore.
Shanti shanti shanti.     
 E IN CULO AI BLOG LETTERARI         
LA FINE DEL MONDO E’ VICINA E VOI SIETE STRONZI
LA FINE DEGLI STRONZI E’ VICINA E VOI SIETE IL MONDO
STALIN E HITLER AVEVANO I BAFFI MA STALIN CE LI AVEVA PIU’ GROSSI
DI VERITA’ SI MUORE. DI MENZOGNA SI MUORE.
DI VITA SI MUORE.
La tua lotta sia lieve.
I tuoi sogni ti diano onore.
Voglio che funghi atomici brillino su Montecitorio.
Fall out sul Quirinale
VOGLIO CHE GLI OCCHI VUOTI DEL MINISTRO DEI POMPINI SI CHIUDANO SU QUESTO SQUALLORE
VOGLIO AMARTI FINO A RENDERTI IMPOSSIBILE
VOGLIO CHE PROIETTINO CARTONI ANIMATI SUL CIELO DI ROMA PER I PROSSIMI CINQUANTAMILA ANNI
VOGLIO UN VOGLIO DEFINITIVO
SPEZZEREMO LE RENI ALLA GRECIA
SPEZZEREMO GLI EURO ALLA GRECIA
SPEZZEREMO
SPEZZEREMO IL PANE COMPAGNI
DATE UN BACIO AI VOSTRI BAMBINI
E DITE CHE QUESTO E’ UN BACIO DI SATANA
CHE ULULINO DAL TERRORE
CHE ULULINO
ULULINO
COME UPUPA ABBANDONATE
COME CAROGNE INFESTATE DI VERMI
VERMI CHE URLANO
WERMACHT per le strade
LA FINE
LA FINE E’ solo un po’ PIU’ DURA
SE VIENE DAGLI AMICI
PER QUEL CHE VI IMPORTA
QUESTO VINO POTREBBE ESSERE IL MIO SANGUE
QUESTO PANE IL MIO CORPO
IL SOLE DISTA DALLA TERRA OTTO MINUTI LUCE
NON BASTERANNO I FONDI
NON BASTERANNO I BOND
NON BASTERA’ LA TERRA INTERA
NEMMENO SE DIVENTASSE PIATTA
TUTTO BRUCIATO DAL FUNGO
IL FUNGO DEI TERRORISTI
CHE NON ESISTONO
TI HO SEMPRE AMATO
E QUANDO DICO SEMPRE
INTENDO ALMENO DAL VENTESIMO SECOLO
TI CERCO TI VENGO A CERCARE
SULL’ONDA DI UNA CANZONETTA POPOLARE
E ANCHE SE PIOVE
FUORI C’E’ IL SOLE
NON ERO NATO
EPPURE C’ERO
COMPAGNA
COMPAGNO
DAMMI LA MANO
BIAFRA DALFUR
CONNECTICUT
LA MIA BUSTA PAGA PRESENTA
UNA NUOVA ALIQUOTA
DA SOLI SI MUORE. INSIEME SI MUORE.
ET IN ARCADIA EGO
TI PORTO NEL CUORE
PER TE HO STRAPPATO ALLE BANCHE
I LORO MUTUI SOSPIRI
E ANCORA ADESSO IO VOLO
COME GAGARIN
IN ORBITA INTORNO ALLA DISPERAZIONE
TI PORTO NEL CUORE
E TI ACCAREZZO IL VISO
TI BACIO LA BOCCA TREMANTE
ESCO NEL MATTINO
AFFRONTO LA MACELLERIA SOCIALE
COME UN QUARTO DI BUE IN PERCENTUALE
TI PORTO NEL CUORE
TI BACIO LA BOCCA TREMANTE
ESCO NEL MATTINO
SEGNALE ORARIO
COME GAGARIN
IN ORBITA
LA TERRA E’ BLU COMPAGNI
LA TERRA E’ BLU
PER QUEL CHE VI IMPORTA
IL SOLE DISTA DALLA TERRA OTTO MINUTI LUCE
E LA MIA BUSTA PAGA PRESENTA
UNA NUOVA ALIQUOTA
ESCO NEL MATTINO
ESCO NEL MATTINO
ESCO NEL MATTINO
LA FINE DEL MONDO E’ VICINA E VOI SIETE STRONZI
LA FINE DEGLI STRONZI E’ VICINA E VOI SIETE IL MONDO
ESCO NEL MATTINO
ESCO NEL MATTINO
ESCO NEL MATTINO

lunedì 19 novembre 2012

La rivolta degli Straccioni



Il venti maggio 2014, una folla di migliaia e migliaia di persone inferocite, unite dall’unico pensiero che i politici abbiano colpa di tutte le loro sofferenze, un pensiero del resto non molto lontano dal vero, marcia compatta, come si dice, verso il palazzo del governo.
A nulla serve che la polizia spari lacrimogeni ad altezza d’uomo, a nulla serve che decine di morti rimangano a coprire di sangue l’asfalto delle strade, a nulla serve qualsiasi tipo di discorso dei leader dei partiti.
Noi vogliamo quello che ci avete tolto, urlano gli Straccioni.
Noi vogliamo quello che avete voi.
Noi vogliamo la felicità che voi avete solo perché l’avete tolta a noi.
Voi ci avete condannato all’inferno.
Noi vi condanneremo ad assaggiarlo questo inferno. Così urlano dai megafoni gli Straccioni e subito dopo entrano nel palazzo del governo e massacrano indiscriminatamente, come si dice, tutti quelli che trovano.
In quel terribile giorno di maggio duecentoquindici deputati di tutte le fazioni politiche e tredici uscieri vengono trucidati a colpi di ascia, spranghe, coltelli, pistole, alcuni vengono impiccati ai lampioni del cortile interno, altri gettati dalle finestre e solo verso sera l’esercito ha ragione degli Straccioni a colpi di cannone e mitragliatrice.
Il risultato di una simile giornata è la cifra di seicentotrentotto vittime, tra deputati e rivoltosi. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e l’esercito americano, assieme ai membri del governo superstiti assumono il comando provvisorio di emergenza del paese e  proclamano la legge marziale. In nessun caso è possibile permettere che quello che è successo in Italia possa estendersi e dilagare in qualche altro paese europeo o del mondo. Tutto deve finire qui e ora. E la punizione per i ribelli deve essere esemplare.
Cominciano gli interminabili processi agli Straccioni che vengono trasmessi in diretta dalle TV di tutto il mondo. Viene invocata la pena di morte per i più irriducibili, come si dice, che sono neri, albanesi, rumeni, molti italiani disoccupati. Il novanta per cento di questa gente è di sesso maschile. Da qui nasce un’altra furibonda protesta sul fatto che la violenza ha sempre origine maschile e che il potere maschile non protegge abbastanza le donne. Nei disordini scoppiati dall’inizio dell’anno le vittime donne hanno superato il centinaio ma, nonostante nella maggior parte dei casi queste donne siano state uccise negli scontri con la polizia, la colpa di questa violenza maschile ricade sui rivoltosi sconfitti.
Quindi questi criminali nemici dell’umanità, questa macchia inaccettabile in una Europa pacificata da quasi settant’anni, come dice il capo del governo scampato miracolosamente al massacro, questi rimasugli di una sanguinosa epoca ideologica e maledetta, devono essere eliminati. Ci sono diversi problemi per realizzare questo obiettivo. Il primo problema è che la pena di morte non è più prevista dalla legge fin dalla fine della seconda guerra mondiale. Occorre dunque fare una revisione totale del codice penale con il rischio di tornare indietro di un secolo nell’ambito dei diritti civili. Ci sono discussioni etiche interminabili, come si dice.
Ciò che resta del governo, però, vuole fare piazza pulita degli Straccioni. E anche la cosiddetta gente comune, che sotto sotto ci ha goduto nel vedere massacrati a colpi d’ascia e spranghe certe facce che per decenni sono apparse in televisione a dire sempre le stesse stronzate, anche la gente comune, ne ha abbastanza. Vuole pace e ordine. Vuole vedere sparire gli Straccioni. Vuole godersi le esecuzioni capitali in diretta da casa.
Troppa violenza per le strade, pensa la gente comune, ora basta, lo spettacolo è durato troppo. Il secondo problema è che molti dei rivoltosi sono  stranieri, per lo più senza permesso di soggiorno.
Il governo è inflessibile. Italiani o stranieri, devono essere puniti con la morte per quello che hanno fatto a un governo democratico di un paese democratico.
Attraverso una procedura paradossale, dovuta al timore che qualcosa di simile a quello che è successo il venti maggio possa ripresentarsi in qualsiasi altra democrazia europea, gli Straccioni vengono equiparati ai terroristi internazionali e processati da un tribunale internazionale per crimini contro l’umanità.
I governi dei paesi di appartenenza, non possono e non vogliono impedire il processo ai danni dei loro concittadini. Tutti i governi sono unanimi. Mai più, mai più si deve verificare la possibilità che la popolazione più povera e dunque moralmente più debole e influenzabile da ideologie distorte, come dice il presidente degli Stati Uniti, possa aggredire fisicamente un governo democratico. I governi romeno, albanese, senegalese, marocchino, filippino, peruviano, ecuadoreño accolgono la decisione del tribunale internazionale senza batter ciglio. Solo i governi scandinavi avanzano delle riserve ma non vengono minimamente ascoltati. L’unica condizione che viene posta dagli altri governi è che l’esecuzione deve avvenire in territorio neutro e che gli esecutori siano cittadini dei paesi coinvolti.
La cosa viene accordata in fretta. I governi democratici o meno democratici di Europa, Africa e Sud america si mettono d’accordo alla svelata.
I rivoltosi vengono tutti condannati a morte per fucilazione.
Alcuni rivoltosi italiani riescono a farsi convertire la pena dalla fucilazione all’ergastolo. Tutti quelli stranieri invece sono spacciati. La comunità internazionale grida all’ingiustizia ma la cosa viene messa presto a tacere con il pretesto che i fatti del venti maggio, anche se riguardano nello specifico il governo di un solo paese, sono in realtà una minaccia potenziale per qualunque governo del mondo e quindi di competenza internazionale.
Il governo più danneggiato ha la precedenza nel giudizio finale di clemenza. La polemica non si sgonfia così facilmente e anzi rischia di far mandare a monte tutta la faccenda e allora il governo italiano fa marcia indietro. Verranno risparmiati dall’esecuzione capitale solo dieci ragazzi e tre ragazze, tutti ancora minorenni. Gli altri italiani verranno fucilati assieme agli altri.
I membri dei diversi plotoni di esecuzione vengono presi dall’esercito albanese, rumeno, peruviano, ecuadoreño, senegalese. Per solidarietà anche il governo americano e perfino quello iraniano offrono plotoni di esecuzione per gestire la faccenda in maniera più neutra possibile. Il governo israeliano offre un plotone specializzato in esecuzioni per manifestare la solidarietà con la democrazia messa in pericolo dalle rivolte popolari.
È una vera rivoluzione sociale. Anche fazioni che si sono fatte la guerra fino a poche settimane prima, si riunisce in concordia per condannare a morte gli Straccioni.
Le TV di tutto il mondo riprendono i plotoni israeliano e iraniano fianco a fianco, mentre caricano i fucili, puntano e invece di mirare gli uni addosso agli altri, sparano contro i rivoltosi Straccioni legati ai pali.
Quando i corpi legati sobbalzano sotto i colpi e si afflosciano, un boato di applausi, come si dice, esplode nelle piazze dove sono allestiti i maxischermi che permettono a migliaia di persone di assistere all’evento.
La pace è finalmente scesa sul mondo. La democrazia del nostro paese e, di conseguenza, la democrazia di tutti i paesi del mondo, è salva. Il sangue dei rivoltosi viene velocemente ricoperto di segatura.

Quando i rivoltosi del venti maggio sono stati passati per le armi, una bella mattina di giugno, durante una diretta televisiva trasmessa dal cortile di una prigione in disuso nell’isola di Pianosa, il movimento degli Straccioni ha cominciato a mangiare sé stesso. Quando milioni di persone avevano visto sui loro schermi i plotoni di esecuzione scaricare pallottole su decine e decine di uomini legati ai pali, quando hanno visto le figure legate afflosciarsi a terra, hanno provato un doppio brivido dovuto all’eccitazione della morte violenta e al pensiero tremendo che dopo questo passo indietro di civiltà l’Europa e il mondo avrebbero fatto molta fatica a tornare a un livello accettabile di convivenza civile. Ma il terrorismo, la ferocia inaccettabile di chi usa la violenza per distruggere le fondamenta della nostra vita, deve essere combattuta con fermezza e senza inutili e fuorvianti sentimentalismi, ha detto il capo del governo.
Anche il Vaticano ha approvato tacitamente, come si dice, le esecuzioni, pur pregando per le anime irrequiete di queste persone che non hanno avuto, come dice il papa, rispetto per i ruoli sociali che sono la base della civiltà cristiana.
L’attaccamento alle cose materiali come il vile denaro, ha detto il papa apparso con il suo vestito bianco dalla sua solita finestra , l’attaccamento alle vuote aspettative del più vile consumismo, il mille volte sciagurato attaccamento a ideologie pseudo libertarie che la storia del novecento ha già ampiamente condannato e che niente hanno a che fare con la verità di Cristo, hanno portato a questa iattura che affligge oggi la società.
La civiltà come la conosciamo corre grave pericolo oggi, ha detto il papa. Non possiamo permetterci debolezze nel condannare il terrorismo ideologico, anche se bisogna implorare il perdono di Dio su queste povere anime.
Il presidente degli Stati Uniti ha approvato completamente le parole del papa e anche il presidente della Russia e quello della Francia e quello della Gran Bretagna e così via. E così il movimento degli Straccioni, passato alla più assoluta clandestinità, condannato agli occhi del mondo, si è dissolto nel nulla.
Nel giro di poche settimane i poveri hanno smesso di prendersela con i ricchi e hanno ricominciato a prendersela tra di loro, come è sempre stato.
L’ordine delle cose è stato ristabilito da adesso fino allo spegnimento del sole.
Il mio paese è diventato l’avanguardia di un nuovo movimento sociale nel quale i ruoli sono sacri e inviolabili.
Dio lo vuole. Il potere lo vuole. I poveri stessi lo vogliono.
Proteggeteci da noi stessi, dicono i poveri ai governanti.
Diteci cosa dobbiamo fare e lo faremo.
Per tutti i secoli dei secoli, amen. 

giovedì 8 novembre 2012

Nuovi appunti dal futuro




La vita è un messaggio, da qualcuno a qualcun altro. Un messaggio quasi sempre frainteso. Questo è tutto.

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Massima sincerità. Che vuol dire? Che ancora non ti sei trovato.

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La gioia di vederla sorridere, salutare e andare via. Non sia profanata da una assurda confidenza. Ormai godo solo della lontananza.

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Stupore di osservare come le persone desiderino essere in potere di qualcun altro. È una continua, sotterranea ammirazione per chi ci tiene per le palle. Vogliamo servire. Anzi, dovrei dire vogliono servire. Io, da quanto mi posso ricordare, non ho mai desiderato servire, né tanto meno essere servito. È forse questo il motivo della mia assoluta estraneità a questo mondo.

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Ogni cosa, ogni fenomeno, una persona, il mare, una montagna, mi lascia sempre dentro un senso di assoluta estraneità. È passato il tempo in cui le cose entravano dentro formandomi un’anima. Ora, tutto quello che mi circonda è strano, irreale. Proseguo nella vita quotidiana attraverso degli automatismi. Spesso rispondo anche appropriatamente agli stimoli esterni, come un navigatore esperto che sa indovinare le correnti.
Tuttavia il gioco dell’esistenza non fa più presa su di me. A tratti, però, affiora il ricordo di felicità passate, di antichi coinvolgimenti. Non è però il ricordo di avvenimenti precisi, che pure ci sono stati: no, è proprio il ricordo della sensazione. Io fui felice. È strano come ciò che mi procurò tanta felicità sia scomparso lasciando solo la sensazione.
Altre volte mi accade qualcosa di simile alla memoria involontaria.
Invece della madeleine di proustiana origine, un odore, un sapore, mi riportano a qualcosa di straordinariamente importante per me … ma non riesco a ricordare cosa.
Continenti immensi di passato giacciono dentro la mia anima e non so riviverli.
Se riuscissi a raggiungerli vivrei la vita dell’eterno presente.
È proprio il tempo perduto che più non si trova.

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Ogni anno ci sono un milione di suicidi in tutto il pianeta. Praticamente una persona su settemila si toglie la vita. Vuol dire che tra le migliaia di persone, corpi, facce, vestiti, che vedi in metropolitana, in strada, su una spiaggia, al lavoro, ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, ce n’è sicuramente qualcuna che ha già deciso e che lo farà.
Quante persone sfiorandoti, ti hanno detto addio. Non lo saprai mai.

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Non mi interessano problematiche sociali, svolte dal punto di vista di una certa ideologia.
Mi interessa l’uomo, nella sua interezza. L’uomo che scopre se stesso, l’uomo che scopre il proprio mistero, andando oltre la maschera del consumatore – consumato.
L’uomo che dice no. La maniera in cui dice no. I mille ripensamenti, le sconfitte che fanno vacillare questo no, per poi riprendersi (o non riprendersi mai).
L’uomo in rivolta, per dirla con Camus, più Lo Straniero. Ma Camus è il novecento. E il novecento, con tutto il rispetto, ormai è morto, un po' come è morto Dio  nell'ottocento.
Come si rivolta un uomo, oggi (2012) in piena epoca tardo capitalista, in piena recessione mondiale, in pieno cambiamento climatico, con la diffusione capillare di nuovi mezzi di informazione e di interazione sociale? Come si ribella, come acquista la sua autonomia spirituale, un uomo costretto a vivere in un mondo non più (come ai tempi di Camus) dominato da due fronti contrapposti, ma prigioniero di un pensiero unico, totalizzante?
Come si rivolta un uomo che la Società Unica può privare all'improvviso di ogni mezzo di sostentamento, ogni dignità, ogni contatto, sia pure superficiale, con i suoi simili?
Camus si prendeva troppo sul serio, mi pare. Viceversa l'unica cosa rivoluzionaria è l'umorismo. L'uomo dice no mandando a fare in culo chi parla di cose che non conosce. Fanculo chi parla di povertà e disoccupazione e guadagna 500000 euro l'anno. Fanculo ai poveri che sperano di azzeccare un gratta e vinci. Fanculo alla competitività, alla produttività, allo sviluppo, alle riforme. Fanculo agli intellettuali, ai tatuati, ai reality, ai modelli di vita, alla sostenibilità, la natalità, la globalizzazione.
Ognuno deve inventarsi una prassi. 
Ognuno deve salvarsi da solo, mettendosi a disposizione degli altri. Bisogna vivere un curioso mix di compassione e individualismo. Equilibrio umano. Guardarsi negli occhi, toccarsi. Basta stronzate ideologiche, basta atteggiamenti di superiorità letteraria. Nessuno sa nulla e tutti sanno tutto. Siamo costretti a essere confusi. Scostiamo da parte le merci e guardiamoci negli occhi.
Caos - ordine oscillano su una corda tesa. 
Siamo a Babilonia. 
L'uragano Sandy ci saluta e se ne va.



mercoledì 26 ottobre 2011

Appunti dal futuro 3


Intorno all'inizio del XXI secolo, nel mondo si diffuse una epidemia spaventosa.
Nel giro di pochi decenni provocò il collasso quasi totale della civiltà. Ancora adesso, a distanza di secoli, ne subiamo in parte le conseguenze.
Questa epidemia fu provocata da qualcosa che allora chiamavano PIL.
Le ricerche effettuate non hanno ancora chiarito cosa fosse questo PIL, né da dove abbia origine questo termine.
Si sa solo che, per riuscire debellarlo, la razza umana ha rischiato l'estinzione.
Fortunatamente ora viviamo tempi migliori, oserei dire, più felici.
E' difficile pensare a quello che hanno passato i nostri antenati.
Ma in fondo chi se ne frega?
Adesso scusate, ma vorrei tornare a rotolarmi sull'erba.

Le parole non sono le cose


Chi parla adesso di crescita economica, sviluppo e mercato, verrà ricordato (e liquidato) come nemico dell'umanità.