Cronache Babilonesi

Cronache Babilonesi
Escursione nella Filosofia - Edward Hopper (1959)

giovedì 10 aprile 2014

Appunti malthusiani



Io sono malthusiano. Come potrei non esserlo? Credo fermamente che la maledizione sia nel numero. Il “crescete e moltiplicatevi” è stato l’inizio sommesso della catastrofe.

Gli enormi problemi ambientali ed economici sono dovuti all’incremento infernale della popolazione. Questa semplice verità è totalmente ignorata.

Per iniziare a risolvere o almeno arginare gli enormi problemi che stanno per rovesciarcisi addosso, i governi di tutti i paesi dovrebbero adottare una drastica politica di controllo delle nascite. Questo termine fa scattare nella mente dei più subito immagini di campi di concentramento nazisti, esperimenti di eugenetica ecc. ecc. Stupidaggini. È di pochi giorni fa la notizia che il governo delle Filippine ha autorizzato un inizio di controllo delle nascite.
È di buon auspicio questa notizia proveniente da uno dei paesi a più alta natalità del mondo. Evidentemente un barlume comincia ad accendersi.

Purtroppo a livello globale tale soluzione è ancora ben lontana dall'essere presa in considerazione. In un pianeta ormai totalmente assoggettato alla logica del profitto e del consumo, le élite non hanno alcun interesse alla salvaguardia della specie umana. Quello che conta è, letteralmente, l’allevamento intensivo d’infiniti potenziali consumatori o in alternativa, schiavi. Quest’allevamento intensivo è fatto senza alcuna logica e criterio. È un lurido gioco al massacro che coinvolge ormai tutti. È come se la civiltà umana, le élite che la guidano e tutti gli altri a seguire, fossero preda di un sogno ipnotico dal quale non possono o non vogliono svegliarsi. Finita l’era del Bengodi (ammesso che ci sia mai stata), continuano a immettere sul mercato dell’esistenza esseri che non hanno la benché minima chance di farcela. Eppure la fabbrica a getto continuo di carne umana non chiude mai i battenti, né rallenta la produzione. C'è addirittura qualcuno che arriva ad affermazioni deliranti tipo che, con una buona redistribuzione delle ricchezze, potremmo nutrire anche 35 miliardi di persone. Un inferno equamente distribuito, non c'è che dire. Si pensa erronaemente che la sovrappopolazione sia un problema solo politico. Si dice che le élite, con questa storia della sovrappopolazione, stiano complottando per sterminare le classi più povere e altre sciocchezze del genere. Come se in un ipotetico mondo di uguaglianza, non si dovesse consumare suolo e risorse per sostenere i fortunati abitanti di Utopia.
La confusione nasce dal fatto che è evidente che un controllo delle nascite riguarderebbe principalmente i ceti poveri, che da sempre figliano di più. Il fortissimo impulso biologico (e culturale) che spinge alla riproduzione, rende tutti suscettibili.
Il numero è la maledizione.



La specie umana si è comportata finora come un alienato che piscia e caga per tutti gli angoli della sua stanza, senza mai uscirne e crede di trovare sollievo spostandosi da un punto all’altro senza rendersi conto che ormai sta affondando in un mare di merda.

È molto triste che una specie cosiddetta intelligente muoia per stupidità.

È possibile salvarsi dalla stupidità? Le élite stesse sono così stupide. Agiscono sulla base di dinamiche ottuse e crudeli.

 Di fronte al collasso di una civiltà, la morte di un individuo è totalmente insignificante. La morte di un bambino, di fronte alla morte di milioni di bambini, diventa insignificante. Acquista rilievo solo per la nostra ipocrisia, per la nostra carità pelosa.

 Cosa ci spinge ad andare avanti verso la catastrofe? Quale forza ci impedisce di ragionare? L’arte, l’amore, divengono insignificanti di fronte a questa marea nera.

 Non essere negativo, dicono. Ma è negatività, dire quello che sta succedendo? L’uomo ha sempre predetto catastrofi, è un modo per placare l’angoscia. Fino a quando si potrà andare avanti a pensare che di catastrofe in catastrofe, oggi si sta meglio che in passato? È poi vero? E anche se lo fosse, i continui errori di previsione dei catastrofisti, autorizzano a pensare che possiamo andare avanti così illimitatamente? I cosiddetti ottimisti si limitano a negare l'evidenza. Non siamo tanti, seplicemente le risorse non sono ben distribuite e bla bla bla.
Mi fanno lo stesso effetto di quelli che dicono "se la gente fosse un po' più buona, non ci sarebbero le guerre."

 Perché non si parla più di cambiare la società? Si parla solo di migliorare questo e quello, ma senza cambiare la società nel suo insieme, nessun miglioramento sarà reale. Cambiare la società significa valorizzare l'individuo dentro questa società. In che modo i milioni e milioni e milioni e milioni possono preservare o sviluppare la propria individualità? Su cosa si regge la dinamica del numero? Sull'esclusione, per forza.

 Gli esseri umani di quest’epoca sono allucinati. Vivono in uno stato di allucinazione costante. Man mano che aumentano i mezzi a disposizione diminuisce la capacità di comprendere questo mondo.

Gli esseri umani di quest’epoca, da qualunque parte provengono, sono esseri sradicati e senza futuro. Sono completamente rifatti dalla televisione e dai media. Vivono di riflessi e non di vita diretta. La funesta previsione di Debord si è totalmente realizzata.

Alla società dello spettacolo non c’è alternativa. Nemmeno nel terzo mondo che è, a conti fatti, un altro prodotto della suddetta società. Non si può blaterare di decrescita felice, di stile di vita più sostenibile di fronte alla miseria atroce di popoli interi. Questi popoli non si risolleveranno MAI a meno che non diminuiscano di numero. Non avranno mai il controllo del proprio destino se l'unica loro risorsa è avere più figli possibile. È un circolo vizioso.

Tuttavia questa situazione assurda non è frutto di un disegno malefico messo in atto dalle élite, o lo è solo in parte. Esso è essenzialmente il frutto di una pressoché totale cecità, una stupidità colossale, un inebetimento inguaribile. Questo delirio nasce dalla putrefazione degli ideali relligiosi, borghesi e libertari. Non è sufficiente, ormai, cercare di tornare a una purezza originaria di questi ideali, quanto rendersi conto che ogni tipo di pensiero è destinato a volgersi in delirio nel momento stesso in cui prende piede e ha successo.

È il successo stesso di queste concezioni liberali e borghesi che ha prodotto la catastrofe.

È il successo del cristianesismo e dell'islam che ha prodotto la catastrofe demografica.

Il successo dell’ideale comunista ha prodotto la catastrofe del socialismo reale.

Il successo del capitalismo sta preparando la catastrofe finale.

Il successo della specie umana ha cambiato il clima del pianeta.

È il declino di quelle pulsioni strutturate che si definiscono idee, a plasmare il destino dei popoli.

 L’individuo si manifesta solo nell’amore o nella sua negazione. Senza le conseguenze dell’amore non ci sarebbe individuo. Alla fine si può dire, molto semplicemente, che l’amore resta un territorio sconosciuto nel quale si realizza l’individuo, allo stesso modo che nella morte.

 Solo l’amore ha senso in un mondo spogliato di senso. Tuttavia non conosciamo veramente cosa è l’amore.

Amore è sinonimo di compassione.

La compassione non salva. Niente salva.

La compassione accompagna.

La compassione è il residuo benefico di origine ignota di un universo atroce e indifferente.

È il diamante che si crea sotto l’immane pressione del dolore. Ciò che non si distrugge diviene compassione.

È perché esiste la compassione che l’uomo ha immaginato Dio e non il contrario.

Non esiste un Dio buono. Esiste la compassione umana, originata dal dolore. La pretesa esistenza di Dio è solo la scintilla della compassione nel cuore dell’uomo.

Da dove proviene questa scintilla? Dalla percezione stessa dell’essere.

 Come l’andamento di questo mondo ci mostra, la compassione non è una forza preponderante. Tuttavia essa è tenace e sotterranea. Lega insieme ciò che sarebbe destinato a disperdersi. Sorregge chi sarebbe destinato ad annegare nel dolore.
 
È stata dichiarata incostituzionale la legge contro la fecondazione eterologa. Devo ammettere che ne ho una sensazione di disturbo, per i motivi opposti a quelli di qualunque cattolico. In un mondo sovraffollato, nel quale la percentuale di riproduzione degli imbecilli è spaventevole, forse sarebbe meglio controllarle le nascite, piuttosto che trovare tutti i sistemi per favorirle. Milioni di bambini vengono sistematicamente abbandonati ogni anno nel mondo. Si favoriscano il più possibile le adozioni.
Prendersi cura di un bambino già nato e abbandonato in questo cazzo di mondo, è più onorevole che smaniare per metterne al mondo uno nuovo, proveniente da un qualunque schizzo di sperma, purché ben impiantato artificialmente dentro la pancia.
Questi mezzi tecnologici sono, a mio parere, la prevalenza dell’egoismo di specie sulla compassione. Chi decide di forzare il proprio organismo per avere a tutti i costi una gravidanza che naturalmente non otterrebbe, sta optando inconsciamente per i propri geni o per la sensazione biologicamente gratificante di mettere al mondo, a scapito di bambini già nati e che continuano a essere abbandonati. Accogliere questi bambini e smettere di forzare la mano alla biologia. Questa sarebbe l'unica vera redistribuzione accettabile, almeno per un po', oltre ad essere un segno di civiltà e compassione. Ho però il sospetto che non se ne farà nulla. Chi si prende un estraneo in casa?
L'amore vero ha poco a che fare con la biologia.

5 commenti:

  1. Firmo, sottoscrivo e diffondo un testo ben scritto ed illuminato, in questo buio ossario inenarrabile.

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  2. come non condividere?
    lucido e concreto, forse per qualcuno anche cinico come discorso, ma assolutamente vero.

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  3. io sono stato vhemt per un po', poi ho smesso.
    è che la v iniziale "Mi fa*** lo stesso effetto di quelli che dicono "se la gente fosse un po' più buona, non ci sarebbero le guerre." ".

    insieme a tutti questi discorsi, che peraltro anch'io, a tempo perso, condivido, e faccio.

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  4. L’ossessione riproduttiva è passione per la catastrofe. In “Breviario del caos” Caraco chiama questo tipo di umanità, votata alla moltiplicazione forsennata, “automi spermatici”. Bello scritto, da diffondere.

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  5. Leggere questi appunti malthusiani prima di dormire rischia di far passare il sonno, ma sento che c'è una lucidità intelligente dietro ...

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