Cronache Babilonesi

Cronache Babilonesi
Escursione nella Filosofia - Edward Hopper (1959)

giovedì 17 ottobre 2013

Pensieri nani 8


Uomo e verità: un ossimoro.

Donne che si muovono svelte vestite quasi come paggetti medievali.

La gentilezza è così importante.

Una qualche forma di intelligenza pervade tutti, in fondo. Noi siamo Dio, collettivamente. Un dio stronzo, per lo più. Frammenti di questa divinità sbucano da dentro di noi, a volte, nei momenti impensati.

Wittgenstein: il mondo è tutto ciò che accade.
Ma non solo. Il mondo è tutto ciò che accadrà. Che è sempre accaduto. Il mondo è inevitabile.  È la totalità dell’inevitabile.

Vivere è tutta questione di estetica.

Due giorni a casa con febbre, vomito e diarrea per un bel virus influenzale. Non ho provato neanche per un minuto la voglia di leggere o informarmi di qualcosa. Fluttuando nella nebbia della febbre e della debolezza, la mia mente si accontentava di vividi dormiveglia e sogni improbabili a ripetizione. Tutta l’arte, tutta la letteratura, la scienza, erano diventate completamente prive di importanza.
La realtà per quello che è.

Chi cerca Dio, chi la pazzia, chi una ruota di scorta, chi l’anarchia, chi si lascia andare, chi si perfeziona, chi staziona e il circo continua.

Si pretende che ci sia una comprensione finale che non esiste in natura. La mente non ha blocchi finali. Non ci si arriva mai a quel punto e in questo senso, veramente, l’anima è immortale: perché non ha pareti.

Ogni autunno mi sembra di ricominciare a vivere. In fondo io odio l’estate e amo le cose intime e raccolte, la bellezza dei colori autunnali; il grigio tanto odiato da tutti, mi è sempre sembrato un gran bel colore, anche nel cielo.

Se togliessimo veramente tutte le sciocchezze, cosa resterebbe? Penso praticamente nulla.

Sonnambuli. Abbiamo edificato una civiltà senza mai aprire gli occhi.

Non ci sarà mai conciliazione tra “realismo” e “relativismo”, perché entrambe le posizioni sono vere. Non ha senso dire “Dio esiste”, più di quanto abbia senso dire “Dio non esiste”. Questo ormai è un assunto sui cui si può stabilire un punto comune.
“Non esistono fatti ma interpretazioni”, e tuttavia, al di là delle interpretazioni, brillano i fatti. La complessità della vita si dà in primo luogo perché la mente umana è strutturata per strati complessi successivi. La pretesa complessità della vita è, essenzialmente, la pretesa complessità della mente umana.

Siamo alla post filosofia, che dopo il post moderno continua a fare sfracelli nelle menti di chi vorrebbe capirci qualcosa.
Logica fuzzy, matematica dell’infinito. Cantor che smentisce Nietzsche, come dice Borges.
Tutto molto interessante, ma a cosa porta?
Derrida è un mezzo cialtrone (cosa che ho sempre sospettato) e la filosofia analitica ha i suoi limiti.
Eppure niente viene smentito mai completamente. Si deposita, sedimenta e diventa il guano sul quale si scivola mentre si ha una corda al collo.

C’è qualcosa di più umano dell’umano e che è ancora umano. Si rimane animali pronti a mordere anche quando si tratta di analisi filosofiche. Ma questo va bene, nel senso che non è un problema.

2 commenti:

  1. Bentornati pensieri nani, per uno come me, affetto da nanismo verbale, era tempo di gustarne qualche manciata. Ho assaporato in particolar modo il quinto gnomo, per il senso di indefettibile asfissia che genera in me.
    ;-)

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  2. Se si dimostra l'esistenza di Dio è per piegarlo ai propri interessi. E' sempre stato conveniente.

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