Cronache Babilonesi

Cronache Babilonesi
Escursione nella Filosofia - Edward Hopper (1959)

venerdì 9 maggio 2014

La dura legge del sogno



 
I sogni non provengono da chissà quale dimensione inconscia collettiva, o da qualche iperuranico insegnante che ci istruisce sotto ipnosi. I sogni sono elaborazioni delle informazioni assorbite dal cervello nel corso degli anni. Se uno si prendesse la briga di segnarsi i contenuti dei sogni, non solo in termini di vicende “narrate”, ma anche evidenziando come viene assemblato ogni “scenario”, in cui queste vicende si svolgono, si accorgerebbe che il cervello seleziona ed elabora un numero limitato di sfondi, variandoli leggermente. Per i navigatori dell’inconscio più esperti, questo è un aspetto facilmente verificabile.

Il nostro mondo è tristemente solo quello esistente nel nostro cervello. L’unica cosa che possiamo fare è ampliare il più possibile le nostre conoscenze. Nonostante questo tipo di ampliamento, ci accorgeremmo dopo un po’, che il cervello continua lo stesso a proporre gli “scenari” acquisiti per primi.

Per potersene accorgere, bisogna avere buona memoria e una discreta passione per il sogno. Io sogno tanto e in modo veramente esuberante, in quanto a visionarietà.

Proprio per questo ho potuto verificare la dura legge del sogno: da se stessi non si esce.

6 commenti:

  1. Io ho a mia volta una vera passione per la noia. E' vero quanto scrive Gombrowicz, quando sei annoiato solo Dio sa quello che sei in grado di pensare. E magari si forza la gabbia del sogno.

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    1. Neanche Dio può forzare la gabbia del sogno. Il cervello ha i suoi trastulli e tende a ripetersi, con buona pace dei vitalisti. I bambini godono della ripetizione, più che della novità.La noia è una passione adulta. Io l'ho acquisita da pochissimo.

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  2. verissimo ciò che scrivi, siamo solo chimica e circuiti, alla fin fine...solo che alcune volte, e' bello illudersi.

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  3. solo chimica e stravolgimenti.

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  4. Nel senso che è vero, gli scenari mentali, onirici e non, sono l'infinito riassemblaggio in perpetua variazione di ripetuti materiali riciclati. Ma è anche vero che nell'eterna variazione sul tema, nella gabbia dei segni dati, possono far breccia stravolgimenti, spiazzamenti, capovolgimenti, sprazzi di evento inedito. Da queste crepe, se seguiamo le tracce, possono nascere nuove visioni. Esistono sogni in cui sono contenuti i semi di nuove comprensioni.

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    1. Mi piacerebbe, caro Diogene, che fosse così. Chi lo sa...

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